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Tre categorie di business angel a confronto

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di Francesco Grassi
Investment Analyst LVenture Group

 

 

Il ruolo svolto dai business angel all’interno del sistema che gravita intorno all’attività di investimento nel capitale di rischio di startup è essenziale. I business angel riducono infatti quel vuoto, detto equity gap, che viene a crearsi tra il supporto finanziario fornito dai famigliari (3Fs) e quello erogato dai venture capitalist.

I business angel sono in grado di dare la spinta necessaria che permette alla startup di raggiungere lo stadio sufficiente ad attrarre altri investitori.

In linea generale, i business angel sono definibili come individui, ex imprenditori, manager o professionisti, con un’elevata disponibilità di risorse finanziarie e una contenuta avversione al rischio, cui si affiancano gruppi di medi investitori riuniti in fondi comuni, che decidono di utilizzare parte del proprio patrimonio per acquisire quote di proprietà all’interno di piccole imprese innovative e sostenerle, in tal modo, durante le fasi di avvio e di sviluppo iniziale.

Sebbene la loro funzione sia essenzialmente quella di apportare capitale di rischio, di norma i Business Angel prendono parte al progetto fornendo anche supporto dal punto di vista manageriale e strategico, nonché mettendo a disposizione expertise, competenze tecniche e relazioni, approfittando dello stadio iniziale dell’idea imprenditoriale che permette al potenziale angel di cogliere opportunità maggiori in termini affini al proprio business, nonché la possibilità di ricoprire ruolo di  Mentor & Advisor all’interno della partecipata.

Com’è logico attendersi, nel corso del tempo, il fenomeno dell’angel investing è andato via via articolandosi in diverse forme. Secondo uno studio condotto da Coveney P. & Moore K.[1], i business angel sono raggruppabili in tre distinte tipologie, ognuna dotata di una propria motivazione e di una specifica propensione all’investimento in progetti di startup. In questo caso si parla infatti di Entrepreneur Angels, o angeli imprenditori, di Wealth Maximising Angels, ovvero angeli mossi dalla volontà di massimizzare la propria ricchezza, e di Income Seeking Angels, definibili come angeli alla ricerca di fonti di reddito.

Lo studio che propone questa tripartizione specifica poi, per ogni tipologia, le caratteristiche distintive in termini di ammontare complessivo di risorse investite, numero di investimenti effettuati, patrimonio personale, ragioni dell’investimento ecc.

 

Tabella 1 – Tipologie di business angel e caratteristiche

Entrepreneur Angel Wealth Maximising Angel Income Seeking Angel
Totale fondi investiti 590.000 131.000 35.000
Numero di investimenti 3,4 2,1 1,5
Patrimonio personale > 1 mln. > 1 mln. > 1 mln.
Ragioni dell’investimento Ritorno economico e personale Ritorno economico Lavoro e reddito
Valore medio investimento 174.000€ 54.000€ 24.000€
Valore medio investimento iniziale 111.000€ 21.000€ 17.000€

 

Come si può notare dai valori riportati in tabella, esiste una sorta di gerarchia dei business angel, in cima alla quale si pongono gli Angeli imprenditori, che annoverano il più elevato numero di operazioni e le somme investite più ingenti. Alla base, invece, sono collocati gli Angeli alla ricerca di fonti di reddito, che, interfacciandosi con le startup in un’ottica prevalentemente lavorativa e reddituale, tendono ad investire nel loro capitale di rischio quantità di risorse decisamente inferiori. Nel mezzo, infine, si trovano i Wealth Maximising Angels.

Questa classificazione, sebbene ne esistano molteplici, è di per sé sufficiente a tracciare i confini di questa categoria di investitori non istituzionali e a far comprendere la natura del loro contributo alle iniziative di startup, delineando un quadro in cui questi soggetti possono rappresentare il primo anello di quella lunga catena che potrebbe essere vista come una sorta di filiera del finanziamento di impresa.

Per concludere, al di là delle differenze riscontrabili nell’approccio, nell’entità del capitale di rischio apportato, nella frequenza delle operazioni o nell’intensità del coinvolgimento, il business angel costituisce comunque la figura di finanziatore più elementare, la prima con cui un’iniziativa imprenditoriale può confrontarsi, la prima disposta a credere nel suo potenziale, la prima in grado di dar corso, spesso imponendolo, ad una sua più opportuna e puntuale strutturazione.

 

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[1] Cfr. Coveney P. – Moore K., Business Angels: Securing Start-Up Finance, Wiley, New York, 1998.

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